Autore / 8th marzo, 2014 / Arte e monumenti / Nessun commento

Anticamente Erice era uno dei comuni più estesi della Sicilia, comprendeva: Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo. Lo storico greco Tucidide fa risalire le sue origini al VII-VI secolo a.C. ad un gruppo di esuli troiani fuggiti durante la guerra di Troia. Questi stanziatisi, sul Monte Erice, assieme alla popolazione autoctona diedero vita al popolo degli Elimi. Negli anni a seguire Erice venne più volte contesa da siracusani e cartaginesi, fino alla conquista da parte dei romani nel 244 a.C. Virgilio la cita per ben due volte nella sua Eneide, la prima quando Enea dopo la morte del padre Anchise viene a visitarla e la seconda in occasione dei giochi in suo onore.

Durante l’occupazione araba (831 d.C.) viene ribattezzata Gebel-Hamed che significa “Monte Hamed”, dal nome di un emiro che in Sicilia governò per quasi 17 anni. In questo periodo la montagna viene disabitata fino all’arrivo dei normanni (1167) quando viene rinominata Monte San Giuliano. Da questo momento in poi, diviene una delle maggiori città demaniali del regno e vi si costruiscono nuovi edifici civili e religiosi. La sua rinascita, però, avviene durante la Guerra dei Vespri (1280-1302) quando di fatto diventa la rocca da cui scaturiscono le azioni belliche di Federico d’Aragona.

Dal XVI secolo, ogni anno, si svolge la Rappresentazione dei Misteri  in occasione del Venerdì Santo. Nel 1934 Monte San Giuliano riprende l’antico nome di Erice e il suo territorio limitrofo viene denominato Agro Ericino. Dal 1957 ad oggi, nel periodo primaverile, viene organizzata la gara automobilistica di cronoscalata chiamata Gara in salita di velocità Monte Erice, per la quale esistono sia un campionato italiano che uno europeo. Sui tornanti, che partono da Valderice fino ad arrivare sul Monte Erice, sfrecciano vetture moderne, prototipi, auto storiche e auto formula. Dal 1963 è sede del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, istituito per volere del professor Antonino Zichichi. Da tutto il mondo arrivano studiosi di medicina, diritto, filologia, storia, astronomia e chimica. A tal proposito, le è stato attribuito l’appellativo di “Città della Scienza”. Dal 1972 è anche sede dell’Associazione Artistica Culturale “La Salerniana”, fondata dal poeta Giacomo Tranchida, dove vengono organizzate mostre di arte contemporanea. Mentre, dal 1990 ha luogo l’Atelier Internazionale di Gastronomia Molecolare.

Di notevole interesse sono: il Castello Normanno noto come “Castello di Venere” (XII sec.) sorto sui resti del tempio romano dedicato a Venere Ericina, il Castello e le Torri del Balio con l’annesso giardino (medievali), il Castello Pepoli (XIX sec.), il Quartiere Spagnolo, le Mura Ciclopiche di periodo elimo-fenicio-punico (VIII-VII sec. a.C.), il Duomo dell’Assunta, la Chiesa di S. Pietro (sede del centro Ettore Majorana), i vari palazzi storici e tanto altro. E perché non deliziare, oltre agli occhi, anche il palato con i Bocconcini di Erice (dolcetti di pasta reale con il cuore di marmellata di cedro al liquore), le Genovesi alla crema (dolci di pasta frolla con zucchero a velo sulla parte superiore) e i Mustaccioli (biscotti fatti in un ex convento di clausura) il tutto accompagnato da un bel bicchiere fresco di Liquore al Fico d’India, tipico di Erice?


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